martedì 16 aprile 2013

L'approccio alla materia.

Il mio uso del profilo Facebook è sempre stato molto simile ad una pagina di un blog e quindi va da sè che fagocitavo lì sopra ogni cretinata, con grande giuOoOia dei miei contatti. Ora che ne ho uno vero e proprio, è il caso di ripescare alcune perle e trascriverle qui in attesa di avere altre ispirazioni divine. Questo risale ad un anno fa, quando ancora ero una studentessa in crisi e mi ritrovavo a dare esami con lo stesso spirito adrenalinico con cui ci si approccia ad uno sport estremo e si è sicuri di sfracellarsi sugli scogli perché si ha un moschettone difettoso ed allo stesso tempo mi ritrovavo a dover reprimere la rabbia verso coloro che fingevano di star peggio di me e puntualmente uscivano vittoriosi dall'ufficio del prof.
Bene, nel caso di questo post di lì a poco avrei dato l'esame di Sociologia dell'ambiente e del territorio, e manco a dirlo ero nel panico più nero (che poi ho portato a casa un bel 30.. è un'altra storia... E non appartengo certo al primo tipo!).

1° TIPO: L'universitario studioso ma con stile.

Tre mesi prima dell'esame prende tutti libri/riassunti/approfondimenti/ della materia in questione e si appresta a seguire le lezioni. Prende appunti dicendo che si sta annoiando a morte, quando è sicuro di non essere visto pedina tutti coloro che potrebbero essere coinvolti nella vita del professore; prende/registra/archivia/immagazzina/recupera tutti gli appunti possibili (anche la targa del prof, non si sa mai) e paga un detective privato per essere certo che il docente non nasconda appunti segreti. Studia volta per volta, mentre su FB, twitter e SMS, non manca di pubblicare foto di lui che cazzeggia e tazze di caffè. Un mese prima, intensifica gli sforzi: Si alza all'alba, sveglia le galline e va a studiare, fa una breve pausa pipì inviandola via email al gabinetto. A mezzogiorno pausa pranzo: un mix d'integratori di supportMemo, Memostrong e la Memoria Sia con Te. Scatta una foto al capello ribelle e la mette su twitter con tag #CrisiNera, riprende a studiare fino a notte fonda. A mezzanotte esce con gli amici, anzi tutte amiche starnazzanti e tra una fotina e l'altra grida "Yiuuuuu... son troppo sotto con gli esami, giiiienteeee" e si sbronza. Una settimana prima dell'esame consegna lo statino, dicendo alla sua amica che molto probabilmente andrà solo ad assistere. Tre giorni prima scrive su Twitter, Facebook, Yahoo, MySpace, Msn e sul Diario Segreto frasi tipo "Non so nullissssimaaaaaa.... Crisiiii..." incontrandosi col gruppo studio il giorno prima, dirà che ha appena sfogliato il libro, ma non si ricorda manco il titolo. Le ultime dichiarazioni prima di entrare a sostenere l'esame "Stavolta mi boccia, serio." All'uscita: 30... Dichiarazione, mi ha chiesto TUTTO, anche cose fuori dal programma ma fortunatamente una luce divina mi ha investito e ho visto lo Spirito Santo strizzarmi l'occhiolino.

2° TIPO: L'universitario easy jet.

E' il colui che ci sa fare. Di solito è uno spilungone con la barba sfatta, il capello riccio e la puzza di fumo perennemente incagliata nel cardigan infeltrito. L'occhietto sempre spento e l'atteggiamento da bradipo sereno che fa pensare che "lui/lei avrà sempre una soluzione pronta in ogni situazione drammatica". Spesso è un dj o qualcosa del genere, pubblica su facebook link di musiche strane aggiungendovi descrizioni ancor più incomprensibili piene di asterischi e chiocciole. Studente fuori sede, è il coinquilino fancazzista che dorme fino a mezzogiorno e quando si sveglia fa colazione con la peperonata di due settimane prima, si aggira per l'appartamento strascinando i piedi e grattandosi la barba, ogni tanto biascica un "ciao fra... caffè e cannetta?" senza preoccuparsi di chi abbia davanti: se il coinquilino, la pianta appassita d'appartamento, la nonnina della porta a fianco o un cazzuto finanziere. Lo si vede aggirarsi per l'università solo il primo giorno di lezione della materia, si siede all'ultimo seggiolino dell'aula e si mette in modalità catalessi fino alla prima pausa. Lì si perdono le sue tracce fino al giorno prima dell'esame, quando magicamente si ricorda di essere iscritto al'università. La mattina si alza dal letto chiedendo al coinquilino nozioni circa l'esame "ma il titolo...? cioè.. proprio.. proprio come si chiama questo esame...? E.. e la prof è gnocca?". Avute le informazioni necessarie per affrontare l'esame, si presenta con passo d'ameba all'esame, si siede totalmente immune alle ansie delle ragazze attorno a lui e una volta entrato sfodera tutto il suo infabbile charme "Eddai, prof.. Ho tre figli da mantenere, non so come pagare gli alimenti alla mia ex.. mi faccia passare...dai, prof....". Esce un quarto d'ora dopo con l'aria trionfante di chi ha appena vinto il premio nobel: 18!

3° TIPO: L'universitario idiota che sopravvive al corso degli eventi:

Segue tutte le lezioni, siede in un gruppo di suoi simili fancazzisti come lui e solitamente si posizionano a metà aula, dove possono far finta di seguire ma anche cazzeggiare allegramente. Per ammazzare il tempo inventano giochini spastici e colgono solo di sfuggita alcune frasi del professore che (forse) sta spiegando qualcosa. Segue un anno di lezioni di ogni genere, ma chissà come arriva sempre all'ultimo momento: "Uuuuuh, come dici??? Fra tre giorni c'è l'esame??? Di cosa?? Aspe, questo esame sta nel mio programma? Fammi controllare il libretto... Ok, dai... Facciamolo c'è tempo!" Procurati i riassunti, paga un rumeno perché gli faccia i riassunti di quei riassunti. La sera del secondo giorno gli viene la caga e comincia a sfogliare il libro urlando frasi sconnesse "AAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHH... MCLUAAAAANNNNNNNN...... Lesisegno è legge che è segno, qualisegno è qualità che è segno..... Il segno è segno se è messo in atto... LA BEAT GENERATIOooooN" sperando che le cose entrino per osmosi. Si sveglia alle dieci rintronatissimo, studia mezz'ora poi fa otto pause caffè, tre delle quali con la pizza fredda del giorno prima. Torna a studiare e si deprime. L'ultimo giorno s'incontra con il gruppo studio (un altro solo superstite .. gli altri hanno mal di pancia) e comincia a fare battute dementi sulle parole e frasi strambe che trova sul libro. La mattina dell'esame? Si ritrova a scrivere cretinate su Facebook tipo questa!

lunedì 15 aprile 2013

Manager di se stessi... Ma come?


Salve a tutti! O meglio, salve a me stessa dato che un blog appena nato e già da subito poco curato, non può avere grandissime aspettative in visitatori. Come prima ed unica visitatrice, io effettivamente, meriterei anche un premio.. Ma a questo sto ancora pensando e non è la sede.. Ops, pardon! Il post adatto in cui parlarne. 

Oggi apro il topic e forse sono anche intenzionata a pubblicarlo, perché per me questo è un periodo pieno d'incertezze che mi va di condividere sul web con ogni anonimo e casuale visitatore.
Penso, tra l'altro, che questa sia un po' la situazione tipica di ogni studente neo laureato che si trovi in quel limbo di mesi che separa la triennale dalla specialistica (soprattutto, se come me ci si laurea nelle sessioni straordinarie). Mesi tanto agognati per il dolce far nulla quando si è in crisi nera per la mole di studio. Una volta incoronati dottori si è pieni di soddisfazioni, tutti si congratulano ed una pioggia di "mi piace" sull'album della laurea su Facebook, ci fa credere di aver fatto proprio un bell'affare. Ma una volta posato l'alloro, ci si deve guardare per forza attorno ed una domanda inquietante sorge spontanea "E adesso?".

Adesso è quanto mai importante evitare di diventare delle amebe paralitiche che fanno la muffa! E come? Dandosi una mossa! Non di certo come me che da quando mi sono laureata mi sveglio a mezzogiorno (lo so, faccio schifo.. Ma desideravo farlo senza sensi di colpa da un sacco di tempo!) e poi passo tutto il giorno a deprimermi tra altalenanti stati d'animo, passando da un "Ho poco tempo, non riuscirò a fare tutto quello che mi ero prefissata" al "Oddio, non ho nulla da fare.. Come faccio?".
Insomma, un malessere in piena regola che mi ha portata a girovagare per il web alla ricerca di qualche sito miracoloso in cui qualcuno mi spiegasse come ottimizzare il tempo, perché in fin dei conti di questo si tratta! Non nascondo di essere entrata in panico nel momento in cui ho capito che gestire il proprio tempo, sopratutto quando è troppo e svincolato da ogni obbligo, è davvero difficile. Occorre perciò essere manager di se stessi e credo, che bisogna essere anche piuttosto bravi per avere dei risultati!

Prima di tutto credo che occorrano le conoscenze giuste. In ambito lavorativo, negli hobby e quant'altro, se non si conoscono le persone che fanno al caso nostro non si va da nessuna parte! Avoja a chiedere e mandare curriculum. Per esempio, al momento sto cercando impiego come Barman in qualche lido.. Un'occupazione estiva, qualcosa di stagionale quindi niente di che, ma sto riscontrando serie difficoltà nel cercare i contatti giusti. Oppure, attività che siano meramente orientate all'arricchimento del curriculum, senza - per il momento - guardare al guadagno economico. Come può essere il redigere sporadicamente articoli per qualche giornale (anche online) oppure imparare a padroneggiare programmi di grafica. Insomma, bisogna avere le mani in pasta.
Secondo, gestire il panico e gli stati emotivi. Quella crisi che attanaglia tutti quelli nella mia situazione è distruttiva e deleteria. Tant'è che quando ci si deprime e si pensa tutto al negativo, non si conclude nulla. Poi, saper essere concreti. Sono tante le cose che quando si ha a disposizione molto tempo libero si desidera fare. Oltre all'accrescimento professionale, sto pensando a maggior ragione a quello personale. Quindi, perché non imparare a suonare uno strumento, battere il record di libri letti in un mese, appassionarsi alla fotografia amatoriale o iscriversi ad equitazione? Ma come sempre il troppo stroppia, quindi penso che prossimamente stilerò una lista delle priorità.

A dirlo sembra tutto facile, tutto possibile, ma confesso di essere persa in un bicchier d'acqua. Come primo timido passettino verso l'auto management, per l'appunto sto stilando la lista dei buoni propositi e tanto per tenere il cervello in movimento, oltre al blog, mi sono iscritta come "Giornalista partecipativo" al sito SuperMoney. I guadagni sono irrisori, anche nel caso si riuscisse a raggiungere un bel numero di lettori, ma quanto meno rimango attiva e visibile nel web, che di questi tempi si sa quanto può essere importante!